Da qualunque punto della baia si guardi Noli, la sagoma che chiude il panorama è sempre la stessa: il Castello di Monte Ursino sulla collina, e le mura che scendono da lì fino al borgo come una cerniera fra il paese e la montagna.
Un sistema difensivo, non un singolo edificio
Il castello non va pensato come una costruzione isolata: fa parte di un sistema che comprendeva le mura, le porte e le torri gentilizie del centro storico. Nel Medioevo Noli era una repubblica marinara indipendente, e una città-stato di quelle dimensioni doveva difendersi sia dal mare sia dall'entroterra. Le torri che oggi si contano fra i tetti — la Torre del Canto con i suoi 38 metri, la Torre Papone, la Torre del Comune — sono la parte di quel sistema rimasta dentro l'abitato.
La salita
Ci si arriva a piedi dal borgo, seguendo il tracciato delle mura. È una salita breve ma continua, su fondo irregolare: scarpe chiuse, e meglio non affrontarla nelle ore centrali di luglio e agosto. In cambio, dall'alto si vede tutta la baia, il molo, il profilo di Capo Noli che chiude la costa a sud-ovest e, nelle giornate limpide, la linea del mare fino a Bergeggi.
Quando andarci
Il momento migliore è il tardo pomeriggio: la luce è radente, il caldo è passato e il panorama rende come non fa mai a mezzogiorno. In inverno la salita è piacevole a qualunque ora, ed è uno dei motivi per cui Noli fuori stagione non è affatto un ripiego.
Prima di partire
Le condizioni di accesso al castello possono variare nel corso dell'anno: conviene verificare sui canali ufficiali del Comune di Noli o dell'ufficio turistico se e quando sia visitabile all'interno. Il percorso lungo le mura e il panorama dal crinale, in ogni caso, restano il motivo principale per salire.
Cosa si vede davvero dall'alto
Il panorama dal crinale non è solo bello: è anche il modo più efficace per capire la geografia del posto. Da lassù si legge in un colpo solo l'arco della baia, il molo, il punto in cui il paese finisce e comincia la falesia, e il profilo di Capo Noli che chiude la costa a sud-ovest. Diventa evidente perché il borgo è nato esattamente lì e non duecento metri più in là: c'è un unico tratto riparato fra due promontori, ed è quello. Le stesse mura che si sono appena risalite smettono di sembrare un dettaglio pittoresco e diventano una scelta ovvia.
Le torri viste da sopra
Guardando il centro storico dall'alto si conta meglio quello che dal basso sfugge. La Torre del Canto, con i suoi 38 metri, emerge chiaramente sugli altri volumi; la Torre Papone e la Torre del Comune si individuano subito dopo. Da terra le torri si vedono una per volta, in scorcio, e non si percepisce quante siano; da qui si capisce che erano un sistema, e che il paese medievale era un oggetto compatto e verticale molto più di quanto la sezione ottocentesca lasci immaginare.
Note pratiche prima di salire
La salita è breve ma continua, con fondo irregolare: scarpe chiuse con suola scolpita, e acqua. Non ha punti di ristoro. In estate le ore centrali sono da evitare, per il caldo e per l'esposizione; in inverno il percorso è piacevole a qualunque ora, ma le giornate corte impongono di calcolare il rientro con la luce. Le condizioni di accesso al castello possono variare nel corso dell'anno: sui canali ufficiali del Comune di Noli si trova l'informazione aggiornata su se e quando sia visitabile all'interno. In ogni caso il percorso lungo le mura e il panorama dal crinale restano il motivo principale per affrontare la salita, e quelli non hanno orari.
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